Aree di trattamento

Fiamme in bocca: afte e gengiviti.

La bocca è una delle zone più sensibili del nostro corpo: chi ha sofferto almeno una volta di un’infiammazione in bocca, conosce bene la sensazione di dolore forte che può derivare anche da una lesione piccolissima. Ma quali sono le cause dell’infiammazione e come si può intervenire?

Guardiamo da vicino la nostra bocca all'interno. La gengiva è una delle strutture anatomiche che costituiscono l’apparato di sostegno dei denti, il parodonto, principalmente deputato ad assicurare la stabilità dei denti nella loro sede. Quando la mucosa della gengiva si infiamma si parla di gengivite, una condizione in cui le gengive si arrossano, si gonfiano, diventano dolenti  e possono sanguinare.

La gengivite può essere dovuta a diverse cause: oltre ad una predisposizione individuale, la placca batterica gioca un ruolo molto importante. Si tratta di un aggregato di batteri saldamente unito e tenacemente attaccato alla superficie dentale che aggredisce le mucose e determina l’infiammazione: per rimuoverlo è spesso necessario l’intervento del dentista, che raschia la placca dalla superficie dei denti con strumenti specifici.

Se la gengivite è una patologia reversibile, trascurarla può essere pericoloso. L’infiammazione potrebbe estendersi anche ad altre strutture del parodonto e determinare l’insorgenza di una parodontite: una condizione decisamente più grave, che mette a rischio la stabilità dei denti e può determinarne la caduta.

Ma ci sono altre patologie della bocca assai più frequenti: le afte. Si tratta di ulcerazioni che colpiscono la mucosa orale o la lingua e risultano particolarmente fastidiose e dolorose quando si presentano multiple o di ampie dimensioni.

La loro causa di insorgenza è ancora poco conosciuta: l’ipotesi più accreditata è che si tratti di una combinazione di predisposizioni individuali, fattori immunologici e fattori locali. In particolare, è stato suggerito che le afte siano la conseguenza di una riattivazione di virus rimasti latenti nell'organismo. La loro riattivazione sarebbe facilitata da un calo temporaneo delle difese immunitarie, reso possibile da fattori predisponenti come lo stress, un’alimentazione carente di vitamine e, per le donne, la maggiore vulnerabilità durante il ciclo mestruale.

Tra gli alimenti, i pomodori, i limoni, l’ananas, i fichi e alcuni formaggi sono indagati come possibili responsabili nel favorire l’insorgenza delle afte. E quando le afte compaiono, è difficile ignorarle: si può allora ricorrere a sostanze che abbiano proprietà sia lenitive che antinfiammatorie e antisettiche e, se il dolore è significativo, si possono utilizzare gli anestetici locali.

Le sostanze di derivazione vegetale sono molto indicate perché hanno un vantaggio in più: i loro effetti collaterali sono trascurabili, ideali quindi per trattare afte e gengiviti, che hanno  la peculiare caratteristica di ripresentarsi. Il rabarbaro è un ottimo esempio: tra le sue preziose proprietà, quelle analgesiche e antinfiammatorie sono conosciute e utilizzate da millenni nella medicina cinese per la cura delle ferite e delle ustioni. Perché in bocca anche la lesione più piccola brucia come un fuoco: un buon rimedio aiuta a spegnere prima le fiamme e a dimenticare presto il dolore.